Molti brand si definiscono eco-responsabili, ma cosa vuol dire responsabile?

Qualche approfondimento l’abbiamo visto negli articoli precedenti e, sicuramente, sarà opinione comune definirlo come l’attenzione all’impatto ambientale e cercare di scegliere, ad esempio, tessuti che non usino la vita animale sacrificata per il puro scopo estetico (ci riferiamo qui solo alle specie pregiate).

Ma quanti di questi tessuti artificiali, come la finta pelle, registrano un bilancio ambientale positivo? Quanti superano i test chimici, fisici e meccanici di solito inseriti nei capitolati dei brand con valori molto rigidi?

Il bilancio ambientale misura la relazione che sussiste tra l’impresa e l’ambiente, soprattutto in termini di impatto non solo del prodotto in sé ma dall’intera organizzazione, approfondiremo il tema in un articolo separato.

I test che abbiamo sopra citato, sono molteplici, si suddividono in chimici, fisici e meccanici; invece di riportare qui la lunga lista di quelli disponibili, ne riportiamo solo i principali scopi:

Fisici-meccanici

Definiscono le principali caratteristiche, appunto, fisiche e meccaniche dei tessuti e delle pelli, ma anche merceologiche, assegnando così le differenze di categoria e anche le eventuali criticità.

Chimici

Test analitici ed eco-tossicologici per studiare la composizione del materiale, quindi la eventuale presenza di sostanze pericolose e le affinità con l’utilizzatore stesso (eventuali reazioni e patologie di conseguenza) e l’ambiente circostante.

Attualmente dei tessuti artificiali conosciamo alcuni aspetti fondamentali, come:

  • La spesa economica molto conveniente
  • La versatilità in termini di manualità e fantasie
  • La deteriorabilità, non ecologica, in tempi brevi
  • L’elevato impatto ambientale

Questi pochi elementi potrebbero già dare un’idea che di positivo, i tessuti artificiali, presentano solo la convenienza economica e versatilità ma, se parliamo di bilancio ambientale, gli elementi analizzati indicheranno valori abbastanza negativi.

Si diffonde sempre più la necessità di definire l’impronta ambientale (carbon footprint), ma ci siamo mai chiesti se è calcolabile su alternative come queste?

L’analisi per la scelta di un materiale responsabile deve essere condotta a livello macro, tutti gli elementi a livello micro devono essere considerati rispetto l’intero ambiente interno ed esterno all’organizzazione.

Ancora una volta vogliamo ribadire l’importanza della consapevolezza, perché solo la conoscenza e la riflessione possono portare ad intraprendere una direzione etica ed eco-responsabile.

error

Enjoy this blog? Please spread the word :)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: