Da un’idea della società milanese Aries More, è nata Bee, piattaforma digitale per le PMI volta a creare un processo di acquisto immersivo per importatori, grossisti, distributori, retailer e punti vendita diretti in 72 Paesi, con focus nell’area Asia-Pacifico. 

“Bee è un canale digitale B2B che punta a determinare sviluppo commerciale internazionale e crescita continua e costante alle PMI su scala globale. Oggi è rivolto alle piccole e medie imprese italiane, ed è raggiungibile dai buyer in ogni parte del mondo e in ogni momento da qualsiasi device”, afferma in un comunicato Vincenzo Piro, Amministratore Delegato di Aries More.
 
La piattaforma sta già lavorando con un sistema di 180 aziende che rappresenta numeri significativi per l’Italia: 210 impianti produttivi, 6.500 prodotti, 2.300.000 mq. di stabilimenti di produzione e trasformazione, 700.000 mq. di magazzini per prodotti finiti, 300.000 mq. di magazzini per materie prime, 23.000 dipendenti, 1 miliardo di euro di fatturato, 288 progetti innovativi e innovazioni, 209 certificazioni.

Tra le 180 piccole e medie imprese italiane che già operano sulla piattaforma figurano aziende dei settori food & beverage, wine & spirit, moda, bellezza & wellness, e anche design. Queste sono state selezionate da Bee a fronte delle manifestazioni di interesse dei buyer internazionali. Nel sito appaiono società come Risskio, Barò cosmetics, EmmeBi Italia, Haleva, MC2 Cosmetics, Uragme, Désirée – Gruppo Euromobil, Zazzeri, Masec, Giulini, Frascio, Baio, Oliver B, Passeri.
 
Bee adotta i nuovi standard di Internet 3.0, in particolare l’utilizzo di interfacce, applicazioni e contenuti 3D (webGL e webVR). Inoltre, presenta, promuove, comunica e vende i prodotti di ciascuna PMI attraverso strumenti evoluti, VR, AR, interfaccia conversazionale, nonché i processi di ricerca e sviluppo, produzione, logistica, qualità, marketing e comunicazione ed export. 

La piattaforma progettata e realizzata da Aries More, società fondata a Rho (MI) nel 2005 (e che per questo progetto è stata riconosciuta dal Ministero dello Sviluppo Economico come PMI innovativa), “vuole far fronte all’emergenza economica in un contesto pervaso da sfide e criticità, quali conflitti sociali e politici, calamità naturali e crisi sanitarie, le quali hanno gravi ripercussioni sulla società”, puntualizza Vincenzo Piro. “In questi casi, le piccole e medie imprese si trovano a non essere rappresentate e tutelate da istituzioni, associazioni di categoria, organizzatori fieristici, e dunque operano nell’incertezza, il che ha notevoli ripercussioni sui loro risultati economici, strutturali ed organizzativi”. Bee consente loro di “aprirsi al mondo internazionale”, anche durante queste emergenze, e conseguentemente “essere raggiunte dai buyer interessati”. 
 
“Vogliamo arrivare ad avere in Bee entro la fine dell’anno 500 PMI selezionate, in target con le richieste di acquisto dei buyer”, conclude Piro.

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