Quattro mesi di lavorazioni sartoriali, 2500 ore di ricami

L’abito da sposa di Gattinoni vola in Qatar per un matrimonio principesco. Ci sono voluti 4 mesi di lavorazioni, 2.500 ore di ricamo, 80 ore di pittura dei tessuti a mano per realizzare il capolavoro sartoriale degno di nozze da mille e una notte. Una storia, quella della maison Gattinoni che affonda le sue radici nel 1946, nel mondo della haute couture.


    Quella vera, quella degli atelier degli anni Cinquanta frequentati dalle signore per soddisfare i loro capricci. Mente le dive facevano la coda per farsi realizzare abiti che avrebbero portato in giro per il mondo contribuendo a diffondere quello che oggi è riconosciuto come made in Italy. Una storia che continua nell’atelier di via Toscana, a Roma, dove tante signore del jet set di tutto il mondo continuano a frequentare per avere abiti unici, dove la tradizione incontra la sperimentazione grazie alla maestria di Guillermo Mariotto direttore creativo dell’atelier.

“Sublimi armonie” è il titolo degli abiti creati dalle artigiane di casa Gattinoni per uno dei matrimoni più importanti mai celebrati a Doha in Qatar.
    La sposa indosserà un maestoso abito nuziale realizzato in candido doppio raso duchesse con una imponente coda di sei metri. Sull’ampia sottana sono stati dipinti, a mano vedute di castelli e scorci di paesaggi rigorosamente italiani, seguendo la volontà di chi indosserà la creazione che è interamente impreziosita da ricami in cristallo, fili di seta e duemila boule foderate in raso.

Durante il party la sposa indosserà un prezioso bustier realizzato con un pizzo antico intarsiato su tulle di seta, su pantaloni effetto smocking, in mikado bianco.
    Completa la regale mise uno strabiliante mantello realizzato con undicimila piume di pernice e candidi anserini, applicate a mano, una ad una, su una base di organza per un totale di tremila ore di lavoro.

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