Nel 1999, il giapponese Kenzo Takada lasciò la moda e i suoi ritmi sfrenati. Adesso, a 80 anni suonati, si lancia nel design, facendo rivivere le sue famose stampe grafiche e floreali in interni da sogno.

“Vent’anni fa non volevo più lavorare, ma viaggiare”, racconta all’agenzia AFP nel suo grande e luminoso studio nel centro di Parigi, affiancato da due giovani colleghi che hanno lavorato con lui negli ultimi tre anni al nuovo brand K三(K3), dove il numero è scritto in giapponese con tre linee orizzontali.
 
Il designer, che nel 1993 ha venduto il suo marchio d’abbigliamento al gigante LVMH e che si è ritirato dalla moda sei anni più tardi, da alora si è occupato di curare molteplici collaborazioni. Ma, pieno di energia, ammette che lavorare per se stesso gli era “mancato”.

Ora opta per il design, attività più “atemporale” dei vestiti, che “riguarda davvero l’arte di vivere”, e che permette di lavorare in modo meno intenso rispetto alla moda con le sue quattro Fashion Week all’anno.
 
“Nell’abbigliamento bisogna essere per tutto il tempo immersi nelle collezioni e questo richiede un’organizzazione più grande, dei laboratori e tutto il resto: non posso più lavorare così”, afferma il creativo nipponico.
 
Come suggerisce il suo nome, lo stile di K3 è un mix sapiente di Oriente e Occidente, di cui un perfetto esempio è la poltrona in stile Luigi XV foderata con un tessuto a motivi giapponesi.
 
Shogun, Sakura, Geisha
 
Mobili, tappeti, carte da parati, ceramiche, lenzuola, biancheria per la casa e il bagno disegnati da Kenzo: K3 sarà presentata venerdì alla fiera parigina Maison et Objet e nella boutique che apre lo stesso giorno nella capitale francese.
 
In seguito “prevediamo di aprire uno showroom a Milano in aprile, a New York in estate, possibilmente uno a Londra e poi ci occuperemo dell’espansione in Asia alla fine di quest’anno/inizio dell’anno prossimo”, precisa Jonathan Bouchet Manheim, direttore generale del marchio.
 
La collezione è organizzata attorno a tre temi: “Shogun”, maschile, sobrio e solenne, dominato dal bianco e nero, “Sakura”, che incarna l’armonia e la tranquillità e include alcune note dorate integrate a una delicata tavolozza pastello e “Maiko”, con vivaci colori rosso e rosa che rendono omaggio al kimono e al trucco delle giovani geishe.
 
Come parte dell’identità visiva del marchio, tutte le creazioni esibiscono un “kintsugi” in omaggio all’arte giapponese di riparare porcellane o ceramiche rotte per mezzo di giunzioni di lacca cosparse d’oro.
 
Il logo di K3 evoca questa tecnica così come i motivi di diversi tessuti, “un modo per ricreare un patchwork aggiungendo una traccia d’oro”, sottolinea Engelbert Honorat, assistente creativo di Kenzo.
 
Un processo che “trascrive il modo di pensare giapponese +come si nobilita qualcosa rimanendo semplici+”, aggiunge.
 
Per Kenzo, questa tecnica risalente al XV secolo “che rende l’oggetto ancora più bello” s’iscrive perfettamente nello spirito moderno del riciclaggio.
 
Uno dei pezzi forti della prima collezione è un tavolino con un buco nel mezzo e un piede che può essere riempito con acqua, consentendo molteplici utilizzi. Vi si possono lasciar galleggiare dei petali in superficie o mettervi dei mazzi di fiori, un omaggio all’arte dell’ikebana, sottolinea Kenzo.
 
“I mei interni ideali sono quelli confortevoli, che ti invitano a stare a casa. Mi piacciono le cose dolci e poetiche, non aggressive. Mi piace sognare”, conclude.

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