Christine Lagarde ha in testa un “whatever it takes”diverso da quello di Mario Draghi: mentre allora ci fu la difesa dell’euro, oggi in primo piano c’è (anche) la lotta al cambiamento climatico, che “deve essere al centro della missione BCE e di ogni altra istituzione” . Parola , appunto , di Christine Lagarde , ex ministro delle finanze francese e attuale numero uno del Fondo Monetario Internazionale ; che dal primo Novembre siederà sulla poltrona di Mario Draghi nel nuovo palazzo della Banca Centrale Europea a Francoforte. “Siamo solo agli inizi, ma dobbiamo farne una priorità” , ha scandito in una recente audizione al Parlamento Europeo , aggiungendo che “ogni istituzione dovrebbe avere come missione la protezione dell’ambiente”.

Certo , la BCE non può investire all’improvviso tutto il suo bilancio di 2600 miliardi di euro in green bond , anche perchè non esiste un mercato di “obbligazioni verdi” così vasto. Ma la Lagarde ha chiaramente indicato che la strada si cui bisogna muoversi è quella degli investimenti sostenibili. Almeno per quanto riguarda l’istituzione che presto guiderà .

Sulla strada della lotta della BCE al global warming c’è un unico ostacolo : il principio della Market Neutrality , che obbliga l’istituzione comunitaria a non discriminare un settore rispetto agli altri . La soluzione però è a portata di mano , e a indicarla è stata la stessa Lagarde. Si tratterebbe di accelerare il via libera alla normativa comunitaria , attualmente in discussione presso il Parlamento Europeo , che classifica con precisione il profilo di sostenibilità dei vari asset finanziari . Provvedimento opportuno , anche perchè classificazioni puntuali e dettagliate sugli investimenti sostenibili tendono a latitare , con la conseguenza che alcuni green bond si sono rivelati ben poco “verdi” , come ha rivelato un recente studio di Insight , società di asset management del gruppo Bny Mellon .

Christine in realtà potrebbe dare solo il calcio d’inizio ad un’inedita sensibilità ambientale del mondo finanziario , molto preoccupato delle ricadute economiche di un climate change che secondo un recente studio di Moody’s Analytics potrebbero toccare i 69mila miliardi di dollari . Oltre trenta tra le banche centrali ed autorità di regolamentazione hanno unito le proprie forze nel nuovo “Network for Greening and Financial System” , fondato dal Governatore della banca d’Inghilterra Mark Carney (Ex di Goldman Sachs e della banca centrale canadese) , che per primo nel settembre 2015 sollevò in ambito finanziario il problema del mutamento climatico . Il Network può contare su asset gestiti colossali : qualcosa come 100mila miliardi di dollari , quaranta volte il debito pubblico italiano .