Dopo aver dedicato a luglio una mostra parigina al suo designer di punta Jean Schlumberger, è in Cina che la casa Tiffany & Co. ha scelto di ampliare il campo. Lo Yuan diminuisce costantemente rispetto al dollaro: una tendenza accelerata recentemente dall’incertezza della guerra commerciale voluta da Trump.E con lo Yuan scende anche il consumo di lusso da parte dei turisti del Dragone negli States e a Hong Kong, dove anche le proteste politiche scoraggiano certi acquisti e flussi. Ed è così che gran parte di questa spesa sta tornando a casa : Nella Cina continentale il profilo del tipico acquirente di lusso cinese sta cambiando, come spiega Wang Rui , popolare influencer locale .

“Penso che Tiffany abbia ricevuto il messaggio e abbia escogitato prodotti giovani. Hanno notato che le giovani vivono più liberamente al giorno d’oggi a differenza di prima quando tutte dovevano fare la signora “.

Tiffany , con 35 negozi nella Cina Continentale, ne aprirà uno nell’aereoporto internazionale di Pechino entro poche settimane e amplierà i suoi flagship store a Pechino e Shanghai . Entro la fine di quest’anno, inoltre , il suo negozio di Shanghai ospiterà anche un Blue Box Cafè , iconico ristorante della Fifth Avenue Newyorkese .