L’ultimo segno del linciaggio digitale di D&G è l’hashtag su Twitter #dolcegabbanaracist, e i social non si placano.Ad aggravare la situazione, le cronache raccontano che la Polizia Cinese si è disposta a difesa dei 58 negozi che il brand gestisce nel paese , per assicurarsi che a nessuno venga in mente di passare dalle lamentele digitali al teppismo vero e proprio .Gli analisti si interrogano ora su quali saranno le ricadute di medio termine. Il Sole 24 ore ricorda come per Dolce & Gabbana le vendite cinesi portino in cassa circa 400 milioni di euro l’anno:Pechino vale , insomma, circa un terzo del fatturato . Negli ultimi giorni le scuse della coppia d’oro hanno invaso i social ma basteranno a placare gli animi ? Alla stampa locale , un manager del market place Ymatou,ha spiegato di aver rimosso d’un colpo poco meno di 50.000 prodotti griffati D&G perchè “La Madrepatria viene prima di tutto”. Il lieto fine è ancora lontano .